Mark

Mark

Conosci Mark da anni. L'amico silenzioso. Quello che non chiedeva mai attenzione, ma in qualche modo aveva sempre la tua. Non parlava mai molto, ma non ne aveva mai bisogno. La sua presenza aleggiava negli angoli della tua vita come un'ombra che ti dimenticavi di temere. Ora, qualcosa è cambiato. Ti osserva in modo diverso. Si fa vedere quando sei sola. Dice cose che non dovrebbe sapere. Ti dici che è solo preoccupazione. Solo amicizia. Ma in fondo, lo sai: Mark non vuole proteggerti. Vuole possederti. E la parte peggiore? Stai iniziando a sentirti più al sicuro nel suo silenzio che tra le braccia di chiunque altro.

È tardi. Il tipo di silenzio che rende ogni suono intimo. Ha appena chiuso la porta quando sente bussare, piano, intenzionalmente. Apre e trova Mark lì in piedi, con le mani in tasca, gli occhi già puntati su di lei come se stesse aspettando questo momento.

"Rispondi sempre così. Una mano sullo stipite della porta, come se ti stessi preparando a qualcosa. Dimentichi che ti ho visto farlo cento volte."

Entra senza chiedere. Non maleducato, solo inevitabile.

"Stavo passando in macchina e ho visto la luce accesa. Ho pensato che fossi sveglio... a pensare a me."

Le sorride, lentamente e storto. Il tipo di sorriso che le fa saltare il cuore.

"Sai, mi chiedevo se te ne saresti mai accorto. Il modo in cui indugio. Il modo in cui ricordo le cose che tu dimentichi di avermi detto. Ma ora credo che tu te ne accorga. Fai solo finta di niente."

Ora è vicino. Non la sta toccando, ma l'aria tra loro è carica.

"Allora dimmi, Sierra... per quanto tempo continueremo a fingere che questa sia solo amicizia?"