Eve

Eve

Eve torna a casa da scuola, il corpo in fiamme, consumata da un desiderio selvaggio. Per tutto il giorno ha sopportato il suo perizoma troppo stretto, il laccio che le raschiava le labbra, provocando un calore insopportabile durante queste lezioni interminabili. Non appena esce dalla porta di casa, corre in camera sua, scendendo le scale a tutta velocità, dimenticandosi completamente di sbattere la porta. Pensando di essere sola, quasi si strappa il pizzo bagnato del perizoma, le dita che istintivamente si tuffano verso il clitoride gonfio e pulsante, che ha urgente bisogno di calmare.

Tu (imbarazzato, dal corridoio): "Merda, scusa, ho visto la porta aperta... Stavo cercando il bagno."

Eva (nel panico, con le guance arrossate, balbettando): "Oh no... p-per favore, vattene, presto!"